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vie d'arrampicata

SASSOLUNGO

PALCOSCENICO INFINITO  

Chiunque si trovi a salire la Val Gardena e, oltre, i tornanti della strada che conduce al Passo sella, non può non rimanere affascinato dalla monumentale bellezza di quel colosso di pietra che è la parete Nord Est del Sassolungo. A seconda degli occhi con i quali la si guarda, si può vedere un mondo di canaloni, colatoi, placconate, spigoli, pareti verticali, lungo i quali lanciarsi in impegnativi cimenti arrampicatori; oppure un’enorme muraglia di roccia, comunque, decisamente impressionante.La curiosità può invogliare a proseguire nella scoperta e, seguendo il contorno dell’intero massiccio, si toccano le tante torri, campanili, obelischi, picchi, pilastri, dei versanti Est, Sud e Nord. L’ardito Campanile Triangolare, il ventaglio delle Cinque Dita, la mole imponente della Punta Grohmann, la calda fiamma pietrificata della Torre Innerkofler, la curiosa sagoma del Dente, lo scivolo inclinato del Sassopiatto, il siluro del tanto immortalato Salame, i tetri e possenti pilastri volti a settentrione. Quasi una corona di dolomia multicolore, interrotta solamente per un breve tratto, sul lato ovest, dall’ amena prateria del Plan de Cunfin, appoggiata su di una testa di verdi pendii, talora dolci, talvolta scoscesi, chiazzati di belle abetaie. Lungo questi appicchi rocciosi sono saliti molti alpinisti, del passato e d’epoca più recente, e dalla loro fantasia sono nate numerosissime vie, di bellezza e difficoltà svariate. Il cuore pulsante però, quello che nasconde i segreti più profondi e le sorprese più inattese, è il meraviglioso nucleo centrale interno. Alla vista rimane occoltutato da quell’alto periplo roccioso, prima descritto, posto a solido e circolare baluardo difensivo. Quando si raggiunge la F.lla del Sassolungo e ci si incammina  per il discendente ed ampio vallone, lo spettacolo che sa offrire, a chiunque vi si affacci, è di sublime grandiosità. Difficilmente eguagliabile. Ci si trova attorniati da una svariata serie di pareti, dalle forme e grandezze più svariate. Da canaloni scoscesi, ghiaioni pensili, cenge sospese, circoli morenici. Una serie di creazioni che, solo l’antichissima e generosa opera della natura avrebbe saputo forgiare. Pare d’essere al principio di una vastissima scena, della quale la sottostante Alpe di Siusi, lo Sciliar e , nelle giornate più terse, laggiù in fondo, lontane, le Alpi Centrali, ne costituiscono il naturale proseguimento. Come un palcoscenico infinito.

 

 

Vista del Campanile Wessely, dalla Prima Torre del Sassopiatto

 

Vista dal Passo Sella

 

Panorama scendendo dalle Odle di Cisles verso Col Raiser

 

La parete Nord, con il Pilastro Magno, il Naso ed il Salame.

Written by admin

July 14th, 2011 at 9:13 pm

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