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vie d'arrampicata

Diedro Cozzolino, Piccolo Mangart di Coritenza

 

                                                       PICCOLO  MANGART DI CORITENZA  M.  2471  - PARETE  NORD

Cozzolino1

Cozzolino2

 

DATA RIPETIZIONE: 8/9/2012

NOME VIA: Via Cozzolino (E. Cozzolino-A. Bernardini, 22-23/9/1970)

DIFFICOLTA’: V+/VI/VII-

SVILUPPO: Circa 1000 m.

MATERIALE: Portare una serie di friends ( magari raddoppiare il rosso e giallo Camelot), una di nuts ed alcuni chiodi vari. Inoltre cordini in kevlar per clessidre e soste.

TEMPO DI SALITA: 12 h.

CORDATA: Filippo Nardi-Beppe Prati  / Santino Gambirasio-Silvia Piardi

COMMENTO: Cosa dire di una via così, che già non sia stato detto..?! Personalmente attendavamo da anni il momento buono per ripeterla e questa fine d’estate si è rivelata perfetta. Roccia asciutta, passaggi puliti e fessure senza muschio e terra bagnata. In altre annate le condizioni hanno spesso impedito la ripetizione. Si tratta di una salita stupenda, lungo un diedrone-colatoio bellissimo, dove la roccia, levigata dall’acqua, è quasi sempre molto buona e, nonostante l’apparente lisciume, discretamente generosa di appigli. I passaggi lungo la via sono sempre piuttosto vari e l’arrampicata si presenta, seppur abbastanza fisica, piuttosto divertente e mai esasperata. I gradi, eccetto la placca (VII-) che, verso sx evita il caminone bagnato, non sono mai estremi, anche se decisamente continui. La chiodatura è sempre presente alle soste ed anche i passaggi più delicati si presentano protetti abbastanza bene. Attenzione alla parte terminale: dopo aver attraversato verso dx tutta la cengia, prima dell’ultimo salto finale, fare sosta alla base di un evidente camino (1 ch.). Il facile canale, relazionato sullo schizzo da noi usato, comunque molto ben fatto e preciso, non si presenta proprio tale. Le difficoltà, almeno inizialmente e per circa 50 metri, sono un buon IV grado (in caminetti) e lo sviluppo sino in vetta è di almeno 150 metri. Sulla cima, nel caso si faccia tardi, ci sono comodissime zone terrazzate e riparate per bivaccare.

AVVICINAMENTO: Dal rif. Zacchi, prendere la strada sterrata che, in discesa, conduce ai laghi di Fusine e percorrerla sino ad un bivio (tabella in loco) dove si stacca un sentiero sulla sx che, in leggera discesa, si porta in direzione del Piccolo Mangart, sempre molto evidente. Ignorare un bivio verso sx ( in direzione della Veunza) e continuare per il segnavia. Dove questo piega decisamente verso dx, in direzione dei laghi, abbandonarlo e salire per tracce prima e per altro sentiero battuto poi (è quello che conduce all’attacco della Via della Vita e che si seguirà nella parte finale della discesa), sino ad essere prossimi all’ inizio del diedro vero e proprio. Per ripidi pendii di erba e ghiaie si arriva facilmente all’attacco. Circa 1 h.

DISCESA:  Basterebbe un aggettivo per definirla..: eterna!! E’ infinitamente lunga, non banale, sia per alcuni passaggi iniziali da scendere in arrampicata, sia per l’attenzione che,per tutto lo sviluppo della via ferrata della Vita, occorre prestare. Nella prima parte, dopo aver percorso la facile cresta in direzione est, si incontrano le prime vecchie attrezzature metalliche, in parte insicure. Per canalini, paretine e tracce, si raggiunge in poco più di un’ ora il bivacco Busettini, minuscolo ricovero con 6 posti letto. Da qui si segue l’infinita Via della Vita, lungo metri e metri di cavo metallico, pioli di ferro e catene. Attenzione alle cenge ed ai pendii rocciosi non attrezzati, spesso sporchi di fine ghiaietto piuttosto infido. Raggiunta la conca alla base del Mangart, si raggiunge il sentiero di accesso al Diedro (evidente già dall’alto) e per esso al rifugio Zacchi. In totale circa 4 ore.

Written by filippo

November 28th, 2012 at 4:37 pm

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